Perché lo “sciopero alla rovescia” di Danilo Dolci, dopo 70 anni, ci parla ancora...
Il 2 febbraio 1956, il sociologo Danilo Dolci guidò 200 operai in lotta per ricostruire un tratturo abbandonato di Partinico. Voleva affermare il tema "lavoro per il bene comune". Per il filosofo Augusto Cavadi: «La scuola di Dolci segue la scia della nonviolenza di Gandhi, secondo il quale si entra nel conflitto portando un contributo attivo, creativo, non rinunciatario». Qui Gilda Sciortino intervista Augusto Cavadi: Era il 2 febbraio del 1956 quando circa duecento lavoratori rivendicarono il loro diritto al lavoro riattivando una trazzera abbandonata di Partinico, ossia un tratturo, in provincia di Palermo. Una forma di protesta non violenta, guidata dal sociologo Danilo Dolci, padre del metodo maieutico, che passerà alla storia con il nome di “sciopero alla rovescia”. Settant’anni dopo ci chiediamo quanto sia rimasto di quell’azione. Lo facciamo con Augusto Cavadi, filosofo palermitano, che negli anni ha approfondito la figura di Do...