Calvino e la guerra di Luigi
"Venne una guerra e un certo Luigi chiese se poteva andarci, da volontario. Tutti gli fecero un sacco di complimenti. Luigi andò nel posto dove davano i fucili, ne prese uno e disse: - Adesso vado ad ammazzare un certo Alberto. Gli chiesero chi era questo Alberto. – Un nemico – rispose – un nemico che ci ho io. Quelli gli fecero capire che doveva ammazzare dei nemici di una data qualità, non quelli che piacevano a lui. – E che? – disse Luigi – Mi pigliate per ignorante? Quel tale Alberto è proprio di quella qualità, di quel paese. Quando ho saputo che ci facevate la guerra contro, ho pensato: vengo anch’io, così posso ammazzare Alberto. Per questo son venuto. Alberto io lo conosco: è un farabutto e per pochi soldi mi ha fatto fare una brutta parte davanti a una. Sono faccende vecchie. Se non ci credete, vi racconto tutto per disteso. Loro dissero che sì, che andava bene. – Allora – fece Luigi – mi spiegate dov’è Alberto, così ci vado e ci combatto...