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La guerra di Luigi, racconto di Italo Calvino

(qui la prima parte del racconto)     "(…) Gli altri persero la pazienza.  Qualcuno gli spiegò di tante ragioni e di come era fatta la guerra e che uno non poteva andare a cercarsi il nemico che voleva. Luigi alzò le spalle. – Se è così – disse – io non ci sto. - Ci sei e ci stai – gridarono quelli.  – Avanti-march, un-duè, un-duè! – E lo mandarono a fare la guerra. Luigi non era contento. Ammazzava dei nemici, così, per vedere se gli capitava di ammazzare anche Alberto o qualche suo parente. Gli davano una medaglia ogni nemico che ammazzava, ma lui non era contento. – Se non ammazzo Alberto – pensava – ho ammazzato tanta gente per niente. – E ne aveva rimorso.  Intanto gli davano medaglie su medaglie, di tutti i metalli. Luigi pensava: - Ammazza oggi ammazza domani, i nemici diminuiranno e verrà pure la volta di quel farabutto. Ma i nemici si arresero prima che Luigi avesse trovato Alberto. Gli venne il rimorso di avere ammazzato tanta gente per niente, e sic...

Manifestazione per la Pace, Roma 5 novembre 2022


 




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