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Giornalismo di pace: la cartina di tornasole...

         "Una cartina di tornasole per distinguere il giornalismo di guerra e il giornalismo di pace può consistere nella risposta che si tirano dietro domande come le seguenti: ciò che si chiede agli attori del conflitto favorisce lo scontro o l’incontro tra di loro? Il resoconto ha suscitato, in chi legge, odio nei confronti di qualcuno, persona o popolo che sia, oppure ha creato comprensione dei punti di vista di entrambe le parti e avvicinamento ad esse? Il report mostra in ogni caso due parti in opposizione nella loro interezza, dunque la loro polarizzazione ufficiale, incarnata dai rispettivi Governi, oppure una pluralità di posizioni all’interno della società civile? Il resoconto fa dipendere la costruzione della pace dall’intervento armato? A che tipo di pace sta facendo implicitamente riferimento? (…) La scelta dei fatti raccontati e il modo di raccontarli suggeriscono pensieri e pratiche di pace o violente? Il valore sottinteso a diverse di queste doma...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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