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Arrivederci, Alberto... grazie per la tua testimonianza

        "Alberto apparteneva alla generazione dei pionieri. Si era avvicinato alla nonviolenza anche con l'incoraggiamento di mons. Giovanni Nervo, che era il direttore della Scuola di servizio sociale da lui frequentata. Fu quella la sua professione, svolta in particolare nei servizi psichiatrici nel padovano (abitava a Rubano, un paese di 17.000 abitanti nell'hinterland del capoluogo veneto).        È stato un assiduo frequentatore delle celebrazioni dell'8 agosto a St. Radegund: sono state 10 le sue presenze.       Del resto, nel libro autobiografico in cui ha raccontato la sua obiezione di coscienza aveva inserito Franz Jägerstätter tra i 9 personaggi che ha definito «i miei compagni di viaggio»: Capitini e Pietro Pinna, La Pira e Dossetti, don Milani, padre Balducci, padre Turoldo, Langer e, appunto, il nostro Franz. Così scrisse: «Avevo letto di lui alla fine degli anni '60, prima di scegliere la strada dell'obiezione di...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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