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Un'altra difesa è possibile: incontro a Montevaso...

         Tre giorni di lavoro e convivialità, ospiti di Enrico e Francesca Pompeo nella bellissima tenuta agroforestale del Montevaso in Toscana, durante i quali, attiviste e attivisti del Movimento Nonviolento provenienti da Palermo, Trento, Pordenone, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Verona, Brescia e Livorno, si sono potuti confrontare grazie all’aiuto del Presidente Mao Valpiana e ai contributi di Pasquale Pugliese, Elena Buccoliero e Martina Pignatti Morano.                Tre giorni spesi a definire le strategie per la raccolta firme sulla Legge di iniziativa popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta e su come collaborare al meglio e lavorare in rete con tutte le altre realtà aderenti alla campagna. (da qui)  Questo il link per firmare la proposta di legge: il modo migliore per festeggiare gli 80 anni della Repubblica italiana.  Secondo l'art.11 della nostra Costituzione: "L'Italia ripudia la g...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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