Passa ai contenuti principali

In primo piano

Difesa popolare non armata e nonviolenta: il fuoco 'amico' a cosa giova?

Gli attacchi ci possono stare, ma le mistificazioni non sono tollerabili.  "Finora non avevamo risposto perché davvero non ne valeva la pena, e abbiamo altro da fare. Ma se la calunnia viene riprodotta a mezzo stampa, allora la replica è d’obbligo. Primo falso. Si dice che ci sarebbe “un dibattito che sta attraversando il movimento nelle sue varie anime”. Non è così. Ci sono sei persone (Tusini, Lucivero, Dinelli, Drago, Navarra, Ferraro) che hanno espresso un loro parere personale molto critico verso la proposta di legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della Difesa civile non armata e nonviolenta”; dall’altra parte ci sono tutte le associazioni delle tre Reti promotrici della Campagna Un’altra difesa è possibile, impegnate nella raccolta firme e in moltissime iniziative sul territorio per informare sui contenuti della proposta. Più che un dibattito vediamo sei monologhi da una parte e una mobilitazione dall’altra. Secondo falso. S...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

Commenti