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Come sono belli sui monti i piedi di chi annuncia la Pace...

        Giuliana Martirani (meridionalista, già docente universitaria di geografia politica ed economica e di politica dell’ambiente, componente del direttivo dell’ International Peace Research Association (Ipra), membro di Pax Christi e del MIR, collaboratrice anche di numerose esperienze pacifiste, ecologiste, della solidarietà, nonviolente) ha attualizzato il passo di Isaia 52, 7-15 così: (Valga come auspicio per il 2026, in un mondo martoriato dalla violenza, in cui chi ha in mano le leve del potere (politico e, purtroppo, militare) non manda segnali di speranza)  7      Come sono belli i furgoni dei pacifisti  che portano buone notizie a chi è in guerra e che annunziano la pace,  che annunziano la salvezza da questa insensatezza e follia  che è ogni guerra, nessuna esclusa, perché ogni guerra è ingiusta  ed è un peccato mortale  contro il singolo uomo ucciso e contro la specie umana.  8      Le se...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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