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Fuori la guerra dalla storia: manifestazione a Sigonella, domenica 18 gennaio 2026

(Si ringrazia il Presidio delle donne di Palermo, in particolare Fausta Ferruzza, per le foto) "Domenica 18 gennaio 2026, decine di donne e attivisti si sono radunati in un  presidio pacifico davanti alla base militare di Sigonella, storica infrastruttura italo-statunitense nel  cuore della Sicilia, per lanciare un forte messaggio contro la guerra e la militarizzazione dei  territori. L’iniziativa, promossa dal movimento “Le donne contro tutte le violenze”, si inserisce nel  35° anniversario dell’inizio della Guerra del Golfo e nella mobilitazione nazionale delle “10,  100, 1000 piazze di donne per la pace”, contro i conflitti ancora in corso nel mondo.   La manifestazione — iniziata alle ore 10.30 davanti la base militare di Sigonella, ha visto la  presenza di cittadini, attiviste e musicisti. Tra slogan, canti e performance, le partecipanti hanno  espresso la loro contrarietà alla presenza militare e al suo ruolo nei conflitti globali....

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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