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Perché lo “sciopero alla rovescia” di Danilo Dolci, dopo 70 anni, ci parla ancora...

      Il 2 febbraio 1956, il sociologo Danilo Dolci guidò 200 operai in lotta per ricostruire un tratturo abbandonato di Partinico. Voleva affermare il tema "lavoro per il bene comune".  Per il filosofo Augusto Cavadi: «La scuola di Dolci segue la scia della nonviolenza di Gandhi, secondo il quale si entra nel conflitto portando un contributo attivo, creativo, non rinunciatario».  Qui Gilda Sciortino intervista Augusto Cavadi:  Era il 2 febbraio del 1956 quando circa duecento  lavoratori rivendicarono il loro diritto al lavoro riattivando una trazzera abbandonata di Partinico, ossia un tratturo, in provincia di Palermo. Una forma di protesta non violenta, guidata dal sociologo Danilo Dolci,  padre del metodo maieutico, che passerà alla storia con il nome di “sciopero alla rovescia”. Settant’anni dopo ci chiediamo quanto sia rimasto di quell’azione. Lo facciamo con Augusto Cavadi, filosofo palermitano, che negli anni ha approfondito la figura di Do...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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