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Riflessioni di chi non vuole arrendersi all'abisso...

     Grazie a Peppe Sini, responsabile  del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, per queste illuminate riflessioni... "Chi ha la mia età dagli inquilini della Casa Bianca si aspetta di tutto: i più abominevoli atti di gangsterismo, di terrorismo, di stragismo e fin di genocidio (a cominciare da quello degli abitanti originari del loro stesso paese) il governo degli Stati Uniti d'America li hanno già ripetutamente commessi, peraltro senza subire mai per questo sanzione alcuna. Poi, certo, c'è un'altra America che amiamo, quella che ci fecero conoscere Pavese e Vittorini e Fernanda Pivano; quella di Thoreau e di Melville, di Lincoln e di Withman, di Martin Luther King e di Malcolm X, di Joan Baez e Bob Dylan, di Susan Sontag e Angela Davis, e d'innumerevoli altri fratelli e sorelle; ed anche quella dei giovani in divisa che vennero in Europa per liberarci dal fascismo e dai campi di sterminio che del fascis...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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