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Difesa civile non armata e nonviolenta, una proposta di civiltà

       " Mentre il 24 aprile il Milex, l’ Osservatorio sulle spese militari italiane , ci informava che in tre anni il governo Meloni ha avviato 78 nuovi programmi di riarmo per un costo di 38 miliardi di euro, il 25 aprile la Campagna  Un’altra difesa è possibile  ha portato stand informativi nei luoghi della memoria, della Resistenza, della Costituzione, da  Casa Cervi  a  Monte Sole , per promuovere la Difesa civile, non armata e nonviolenta. Non si inaugurava solo la  Click week , la settimana di iniziative diffuse per invitare a firmare proposta di legge di iniziativa popolare, ma si ribadiva e si rendeva concreto un principio di continuità:  la Liberazione oggi si chiama disarmo, la  Resistenza  si chiama nonviolenza .     "L’elemento identitario primario del fascismo, le cui squadracce nacquero sul mito della “vittoria mutilata” nella prima guerra mondiale, è stato il militarismo, per questo il ripudio cos...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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