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E' ora di prendere sul serio l'obiezione alla guerra... (intervista a Enzo Sanfilippo, II parte)

       Ecco la seconda parte dell'intervista a Enzo Sanfilippo, sino allo scorso anno responsabile italiano della Comunità dell'Arca fondata da Lanza del Vasto, intervista a cura di Carlo Cefaloni, di 'Città nuova' ( qui la prima parte) Come si può rilanciare la difesa nonviolenta come proposta politica concreta? Abolire gli eserciti non è un messaggio incomprensibile in questo clima di paura e di guerre incombenti? Il punto non è “abolire gli eserciti domani mattina”, ma costruire un’alternativa credibile. So che gli amici del Movimento Nonviolento e della Rete Pace e Disarmo riproporranno a breve con un disegno di legge di iniziativa popolare l’istituzione di un Dipartimento per la Difesa Civile, mentre già da un paio d’anni l’Associazione Papa Giovanni XXIII ha lanciato una Campagna per un Ministero della Pace. La nonviolenza non può limitarsi a quel “no”, pur fondamentale alle armi e alla guerra. Per essere credibile, deve diventare un “sì organizzato”: la costr...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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