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La cultura come prospettiva di costruzione della pace...

       “ Più eterno del bronzo. Educazione alla cultura e semantica del monumento. L’orizzonte della cultura come prospettiva di costruzione della pace ”, l’ultimo libro di Gianmarco Pisa (edizioni Multimage di Firenze, 2026), è basato su un progetto dei Corpi civili di pace, sviluppato in Kosovo: un’indagine sui monumenti nelle loro diverse manifestazioni e significati; un libro che con i precedenti (“Di terra e di pietra. Forme estetiche negli spazi del conflitto, dalla Jugoslavia al presente” e “Le porte dell’arte. I musei come luoghi della cultura tra educazione basata negli spazi e costruzione della pace”) completa la trilogia “Contro la guerra e per la pace”. Ecco l’intervista di Francesco Santoianni con l’autore. Nel libro affronti, come tema principale della ricerca, quello dell’arte, e della cultura in generale, ai fini della pace. Ma a questo punto si potrebbe modificare l’ordine dei fattori e, non solo come provocazione, chiedersi: dunque la cultura non ha...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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