Passa ai contenuti principali

In primo piano

4 novembre, niente da festeggiare...

(Condividiamo questo scritto dal sito del Movimento nonviolento nazionale) "Onoriamo la memoria di coloro che furono vittime della perdita della ragione ieri come le vittime della perdita di ragione oggi. E onoriamo tutti coloro che cercarono e cercano di sottrarsi dalla follia bellica: gli obiettori di coscienza, i disertori, i renitenti alla leva di ieri e di oggi.        Il 4 novembre, celebrazione dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, deve diventare un giorno per riflettere sulle sofferenze e le immense perdite umane causate dalla Prima Guerra Mondiale, una “inutile strage”.      Il 4 novembre del 2026 noi vogliamo onorare tutti coloro che morirono a causa di quella guerra, che fece strage di milioni di persone, così simile alle stragi che si stanno consumando nelle guerre di oggi, note o dimenticate, nel mondo intero, in Africa, in Oriente, in Europa, nel Mediterraneo, in Ucraina e nel conflitto in Palestina. Nessun obiettivo militare da una ...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

Commenti

I post più visti nell'ultima settimana