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24 gennaio: fuori la guerra dalla Storia...

 Presidio delle donne a Palermo: FUORI LA GUERRA DAL LINGUAGGIO - FUORI LA GUERRA DALLA STORIA Il 2026 è iniziato con un’escalation di violenza accompagnata da una distorsione sistematica del linguaggio politico e mediatico. La morte di Renee Nicole Good, uccisa da un agente dell’ICE a Minneapolis, è stata raccontata dal governo come legittima difesa e “terrorismo interno”, nonostante video, testimonianze contrarie e l’assenza di prove che giustifichino tali accuse. In Iran, dopo anni di proteste contro il regime e repressioni durissime, il governo e le opposizioni interne ed esterne competono per controllare narrazioni che riducono spinte popolari complesse a semplici minacce all’ordine. L’azione militare statunitense in Venezuela - e il sequestro di Maduro - è stata narrata come un’operazione di polizia contro il narcotraffico. Ma anche in contesti come la Palestina, dove l’assedio destruttura da anni la vita quotidiana, parole come “sicurezza”, “stabilità” e “minaccia” funzionan...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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