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I cristiani e la guerra: riflessioni di un credente

Caravaggio: Cena in Emmaus     "La guerra non è, non può essere, un’opzione possibile nell’orizzonte di senso del cristiano. Il cristiano non può costruire armi: ogni fionda, ogni sasso, ogni arco, ogni proiettile, ogni missile o razzo o bomba o mina costruita con sapienza ingegneristica sempre più sofisticata non può essere l’occupazione di un cristiano. Perché una fionda conficcherà il suo sasso nell’occhio o nella fronte di un altro uomo, perché ogni proiettile entrerà nel corpo di un altro uomo, perché ogni missile, bomba, razzo, mina esploderà distruggendo vite, seminando visceri umani, mutilando arti, distruggendo case, cose, alberi, animali, sogni, progetti, storie; distruggendo e uccidendo l’umanità intera. Perché ogni vita che concluderà la sua esistenza per ogni proiettile costruito, sarà una vita finita per sempre, che non esisterà più: “Quando un uomo è morto è morto per sempre” (Enzo Bianchi).      Perché ogni vita offesa e mutilata da una sola mina...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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