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Sollevati: la coscienza non si arruola

Sollèvati! La coscienza non si arruola  Campagna per le dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza  La campagna “Sollèvati” vuole offrire uno strumento concreto per costruire la Pace: singole azioni individuali, nate da una presa di coscienza personale, possono convergere e innescare una trasformazione collettiva. Siamo una comunità di coscienza, un gruppo di persone e di associazioni che condividono una forte avversione alla guerra e la volontà di essere soggetti attivi per la costruzione della Pace e di una società che sappia gestire i conflitti con modalità nonviolente.  Abbiamo promosso una rete aperta al contributo di singole persone, gruppi giovanili, enti e associazioni. Portiamo in tutta Italia l’attenzione sul tema dell’obiezione di coscienza e sulle forme di difesa non armata e nonviolenta già previste dal nostro ordinamento. Promuoviamo la smilitarizzazione delle menti, ossia uscire dalla narrazione che vede la guerra come opzione praticabile e scenario...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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