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'Sbellichiamoci': il manifesto di una didattica nuova

        “Sbellichiamoci”: l’unione pacifista di scuole e atenei  per una didattica nuova. Il manifesto, da un’idea di Alessandro Bergonzoni.” "Dentro un’aula della Sapienza di Roma, la parola Pace è spogliata della sua aria monumentale e diventa un oggetto concreto: un quaderno di appunti, un microfono che gracchia, i banchi dove insegnanti e studenti danno forma a un progetto comune. È un approccio originale: la pace come materia di studio e non come nuvola retorica.         Dietro l’insegna ufficiale – Conferenza nazionale delle Scuole di Pace – c’è un’alleanza inedita: trecento scuole italiane, una rete di università, i ricercatori del dottorato nazionale in Peace Studies , il coordinamento degli Enti locali.      Come Stati generali di un nuovo modello didattico. Scuole, atenei, comuni: una cellula parallela che tenta di fare ciò che la politica ha smesso anche di immaginare. Il titolo dell’incontro ha una natura alleg...

1° Dicembre in Russia: giornata dei prigionieri per la Pace

      Gli obiettori di coscienza russi lanciano un’altra sfida al regime di Putin.

Alle 17:00 ora di Mosca si terrà un “incontro online” pubblico sotto forma di chiamata Telegram, in solidarietà con le persone imprigionate per le loro posizioni contro la guerra. Oggi, primo dicembre, è la Giornata dei prigionieri per la pace, promossa dalla  più antica organizzazione pacifista, la War Resisters’ International con sede a Londra. Il Movimento degli Obiettori di Coscienza Russi ha documentato centinaia di casi di persone detenute nelle carceri russe per essersi espresse pubblicamente o aver partecipato ad una manifestazione contro la guerra. È un elenco incompleto di chi si è esposto nel lavoro per la pace e di chi ha rifiutato di prendere le armi e prestare servizio militare. I nonviolenti che protestano contro la guerra d’invasione in Ucraina subiscono una durissima repressione.

Dal febbraio 2022 le autorità russe hanno aperto più di 230 procedimenti penali contro cittadini russi che si sono opposti alla cosiddetta “operazione speciale” in Ucraina. La maggior parte di questi casi sono stati avviati a seguito di azioni nonviolente, classificate reati, come post sui social network, proteste pacifiche e distribuzione di stampa clandestina o persino aver applicato adesivi contro la guerra. (continua su Azione nonviolenta)

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