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“Un’altra difesa è possibile” : raccolte 57.136 firme

       "Le Reti promotrici della campagna “Un’altra difesa è possibile” hanno depositato questa mattina al Senato della Repubblica le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la difesa civile, non armata e nonviolenta: 57.136 sottoscrizioni, ben oltre il quorum di 50.000 richiesto dalla normativa.       Quello compiuto oggi al Senato dalla campagna “Un’altra difesa è possibile” è un passaggio cruciale per il movimento italiano per la pace e la nonviolenza: un risultato storico, che dimostra la capacità delle reti e organizzazioni della società civile di trasformare la mobilitazione dal basso in proposte concrete di cambiamento, e che si inserisce in un lavoro più ampio e non concluso, quello di costruire vere e proprie istituzioni di pace. Alla fine di questa prima fase di campagna sono ben 57.136 le cittadine e i cittadini che hanno sostenuto la nostra proposta di legge: 54.751 firme raccolte digitalmente tramite la...

4 novembre, non festa ma lutto...

       Il 4 novembre, celebrazione dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, è un giorno per riflettere sulle sofferenze e le immense perdite umane causate dalla prima guerra mondiale, un conflitto che fu definito dal Papa di allora come "inutile strage". 
     Il 4 novembre del 2024 noi vogliamo onorare tutti coloro che morirono a causa di quella guerra, che fece strage di più di 10 milioni di persone, così simile alle stragi che si stanno consumando oggi nella guerra fra Russia e Ucraina e nel conflitto israelo-palestinese. 
     Nessun obiettivo militare dall'una e dall'altra parte giustifica più la continuazione della guerra, nulla di sensato può giustificare quanto sta accadendo in quelle terre. Oggi la priorità assoluta è il "Cessate il fuoco!" per salvare vite.
    La prima guerra mondiale, che per l'Italia si è protratta dal 1915 al 1918, fu un capitolo oscuro nella storia nazionale e del mondo intero. I soldati italiani, insieme a milioni di altri combattenti, furono travolti dalla brutalità della guerra nelle trincee, vivendo in condizioni disumane, sperimentando la fame, le malattie e l'orrore costante del conflitto. Comandanti fanatici diretti da spietati governanti imposero sacrifici insensati. Le famiglie italiane subirono un dolore insopportabile mentre le notizie della perdita di vita dei loro cari giungevano a casa. Intere comunità  furono devastate dalle morti e dai lutti che accompagnavano la guerra. Nei diari che giungevano dal fronte il re e i ministri di allora venivano maledetti. Tante lettere non giunsero mai alle famiglie perché censurate.
     Chi disobbediva all'ordine di compiere gli assalti, anche i più insensati, veniva fucilato. Questa fu la realtà di quella guerra che ancora oggi viene censurata durante le celebrazioni ufficiali del 4 novembre.
Il sonno della ragione genera mostri. Basta guerre, basta terrorismi, basta genocidi!
    Onoriamo la memoria di coloro che furono vittime della perdita della ragione ieri come le vittime della perdita di ragione di oggi. E onoriamo tutti coloro che cercarono e cercano di sottrarsi dalla follia bellica: gli obiettori di coscienza, i disertori, i renitenti alla leva di ieri e di oggi.
      Un filo di speranza collega la prima guerra mondiale alle guerre che insanguinano il mondo odierno: sono tutti coloro che hanno rifiutato divisa e fucile, eserciti e armi, che già lavorano per la pace e la riconciliazione. Siamo in tanti anche se l'informazione militarizzata ci cancella, oscura, censura.
      La memoria della prima guerra mondiale serva come monito contro la follia della guerra e la giornata del 4 novembre sia l'occasione per attuare l'articolo 11 della nostra Costituzione che ripudia la guerra. C’è chi lo fa ogni giorno....

Appello del Movimento Nonviolento, Peacelink, "Centro di ricerca per la pace" di Viterbo

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