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Guerra e pace nei media

    Gentilissimo Andrea ( 1) , quali sono i caratteri del “giornalismo di guerra” comuni a tutte le guerre?   Direi, in generale, quello del pensare per polarità: Buoni vs. Cattivi, Bene vs. Male… che, naturalmente, identifica ogni volta il primo membro dell’opposizione con il “Noi” o “I nostri” o, insomma, coloro con cui noi ci schieriamo; e il secondo con l’“altro”.   Su questo schema si innesta tutta la narrazione del conflitto armato che è di carattere puramente propagandistico: gli elementi della propaganda, rintracciati da sir Arthur Ponsonby (Falsehood in War Time: Containing an Assortment of Lies Circulated Throughout the Nations During the Great War) già nel 1928, dopo la Prima guerra mondiale, e da me richiamati nel volume – e, se posso permettermi, dal sottoscritto stesso (La logica della guerra nella Greci antica. Contenuti, forme, contraddizioni, 2024) – sono tutti presenti nella maggior parte dei media contemporanei, almeno dal febbraio 2022 a...

Open day in caserma? Il sindaco di Capaci non è d'accordo...

Capaci (foto di Federico Patti da Wikipedia)

 (e neanche noi...)

    Ecco quanto è successo (da Il Fatto Quotidiano, articolo di Alex Corlazzoli)

    "È polemica a Capaci (Palermo) sulla scelta della scuola secondaria “Biagio Siciliano-De Gasperi” di organizzare a gennaio una specie di open day sull’esercito italiano alla caserma “Euclide Turba”. Da una parte la preside Maria Ausilia Lupo che difende la sua scelta, dall’altra il sindaco Pietro Puccio che ha invitato i genitori degli studenti delle terze medie coinvolte a non dare la liberatoria.

      A far saltare sulla poltrona il sindaco è stata la comunicazione che la dirigente scolastica Maria Ausilia Lupo, ha inviato alle famiglie: “Gli alunni saranno ospiti del 46esimo Reggimento Trasmissioni presso la Caserma Euclide Turba di Palermo, per partecipare ad un Open Day dedicato alla scoperta delle attività, dei mezzi e delle professionalità dell’Esercito italiano. L’iniziativa è rivolta a tutte le classi terze e si inserisce all’interno del percorso di orientamento formativo del nostro istituto. Essa rientra inoltre nelle attività di educazione civica e alla legalità”.
      Parole che sono andate di traverso al sindaco che ha reagito con una lettera pubblica: “L’iniziativa in questione, lascia trasparire chiaramente un intento a dir poco bellicista, per cui si auspica che venga rigettata dal corpo docente e dai genitori degli studenti coinvolti, poiché essa non è assolutamente aderente ai valori di sicurezza e di legalità cui si fa riferimento nella nota”. Contattato dal Fatto Puccio aggiunge: “Con la preside non riesco a parlare da qualche anno nonostante la nostra amministrazione investa giustamente un milione 500 mila euro per la scuola. Se si vuol parlare di legalità ai nostri studenti li si porti dai Carabinieri o dalla Polizia ma non dall’esercito che ha ben altri compiti. Non possiamo abituare i nostri alunni all’idea che i carri armati possano essere un valore”. Il sindaco dice di essere stato contattato già da molti genitori che non permetteranno ai loro figli di partecipare a questa giornata e mercoledì avrà un appuntamento con i vertici degli uffici scolastici provinciale.

    “Dopo attenta valutazione – è la invece la replica della dirigente alle nostre domande – ritengo opportuno, per il ruolo istituzionale che ricopro, mantenere una posizione di riserbo e concentrare l’azione esclusivamente nelle sedi e nei modi previsti dalle procedure ufficiali”.

   Sulla vicenda la Flc Cgil Sicilia e Palermo esprime le sue perplessità: “La nostra organizzazione, non avendo nulla da dire sull’esercito italiano e men che mai sui lavoratori dell’esercito, da rispettare e tutelare, ribadisce chiaramente la propria contrarietà a iniziative didattiche e pedagogiche che prevedano la partecipazione di studenti a open day dedicati alla scoperta delle attività, dei mezzi e delle professionalità dell’esercito Italiano”.
“La scuola – sottolineano i segretari – deve formare cittadine e cittadini consapevoli, promuovendo cultura della pace, della cooperazione, del dialogo interculturale e della legalità democratica. A ottobre come Cgil ci siamo opposti all’allestimento dei mezzi dell’esercito in piazza Politeama, a Palermo, dicendo no alla retorica militarista, offensiva nel momento in cui migliaia di persone partecipavano ai cortei per dire no al genocidio in Palestina e al riarmo. Ora chiediamo di verificare se tali attività rientrino nell’ultimo piano triennale dell’offerta formativa approvato”.

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