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C'è un dopo, alla guerra? A Palermo il 24 agosto Presidio Donne per la Pace

"(...) Come si torna dalla guerra senza lasciare che la guerra continui a ordinare il mondo? Come si ricostruisce una casa senza distruggere quella dell’altro? Come si interrompe la catena per cui ogni violenza pretende di vendicare quella precedente?       Il femminismo ha messo in discussione un ordine millenario fondato sulla gerarchia, sul padre, sul comando, ma la presenza delle donne nei luoghi del potere non basta, se il modello del potere rimane lo stesso. La questione non è sostituire donne agli uomini nella conduzione della guerra. È cambiare la politica.        Simone Weil, rileggendo l’Iliade negli anni della Seconda Guerra Mondiale, aveva visto nella forza qualcosa che va oltre la vittoria e la sconfitta. La forza trasforma chi la subisce, ma non lascia intatto neppure chi la esercita: «Essa pietrifica diversamente, ma ugualmente, le anime di quelli che la subiscono e di quelli che la usano.»       È forse qui che l’antico r...

Suicidi e diserzioni: molti soldati israeliani dicono no alla guerra...

Sarebbero ormai più della metà i riservisti che non vogliono tornare al fronte. Per motivi etici, perché non vedono più obiettivi reali, per sfiducia nelle istituzioni. Ma anche perché distrutti.

"Ultimo in ordine di tempo è stato il giovane paracadutista Dan Mandel Phillipson, che si è sparato durante un periodo di addestramento in una base nel sud di Israele ed è morto in ospedale pochi giorni dopo. Prima di lui il riservista Daniel Edri si era dato fuoco in un bosco nei pressi della città di Safad dopo aver trascorso un lungo periodo di servizio a Gaza. «Dopo quello che aveva visto non riusciva a liberarsi da un terribile tormento interiore», ha spiegato sua madre alla tv israeliana. Dai primi di luglio, in appena due settimane, sono già quattro i soldati dell’Idf (le Forze di difesa israeliane) che si sono tolti la vita. Quello dei suicidi nell’esercito – ben diciannove dall’inizio di quest’anno, il numero più alto di sempre – è un fenomeno spesso taciuto o minimizzato che si unisce all’aumento allarmante delle diserzioni determinando una vera e propria emergenza. Non una falla tecnica o strategica ma una profonda perdita di fiducia negli apparati dello Stato. Le operazioni in corso a Gaza ormai da quasi due anni e la conseguente catastrofe umanitaria stanno facendo vacillare il morale dei soldati aggravando la grave spaccatura interna alla società israeliana. 

Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.          Qui l'articolo su Avvenire, 25.7.25)

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