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Un'altra difesa è possibile: incontro a Montevaso...

         Tre giorni di lavoro e convivialità, ospiti di Enrico e Francesca Pompeo nella bellissima tenuta agroforestale del Montevaso in Toscana, durante i quali, attiviste e attivisti del Movimento Nonviolento provenienti da Palermo, Trento, Pordenone, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Verona, Brescia e Livorno, si sono potuti confrontare grazie all’aiuto del Presidente Mao Valpiana e ai contributi di Pasquale Pugliese, Elena Buccoliero e Martina Pignatti Morano.                Tre giorni spesi a definire le strategie per la raccolta firme sulla Legge di iniziativa popolare per la Difesa civile non armata e nonviolenta e su come collaborare al meglio e lavorare in rete con tutte le altre realtà aderenti alla campagna. (da qui)  Questo il link per firmare la proposta di legge: il modo migliore per festeggiare gli 80 anni della Repubblica italiana.  Secondo l'art.11 della nostra Costituzione: "L'Italia ripudia la g...

Senza sparare un colpo: trame di pace nella pratica politica di Vandana Shiva

      In un suo saggio del 2001 sulla necessità per le donne di proferire sulla guerra una «parola altra, una parola per la pace», Françoise Duroux affermava:

  Evitare una guerra richiede una quarta ghinea, un supplemento all’istruzione di Arthur. Perché evitare la guerra supporrebbe degli spostamenti dell’immaginario che riguardano sia gli uomini che le donne, sempre che queste categorie siano ancora rilevanti. (…) Freud termina la sua risposta ad Einstein [nel celebre carteggio] con una frase: “Tutto ciò che promuove l’evoluzione civile lavora anche contro la guerra.”1

     Partendo da questa riflessione, ci domandiamo se una quarta ghinea sia possibile spenderla per una donna che, smascherando le fondamenta del pensiero bellicista, è capace di tessere trame di pensiero e azioni per promuovere l’evoluzione civile. 
Troviamo nell’ «impertinenza» di Vandana Shiva il motivo per cui investire questa quarta ghinea… Dobbiamo rifarci al suo intervento all’Opera House di Sidney del 3 novembre 2010 È ora di finire la guerra contro la Terra nel quale la scienziata indiana afferma:

Quando pensiamo alle guerre ai nostri tempi, volgiamo la mente all’Iraq e all’Afghanistan [e all’Ucraina, pensiamo noi]. Ma la guerra più grossa è quella contro il pianeta. È una guerra con le radici in un’economia che manca di rispettare i limiti ecologici ed etici – limiti all’ineguaglianza, all’ingiustizia, all’avidità e alla concentrazione economica. (…) Le guerre nel loro dispiegarsi riguardano sangue per cibo, sangue per geni e biodiversità e sangue per acqua. (…) La guerra contro la Terra comincia nella mente. Pensieri violenti plasmano azioni violente. Categorie violente costruiscono attrezzi/strumenti violenti (…). IN uno sviluppo non sostenibile sono coinvolti tre livelli di violenza. IL primo è la violenza contro la terra, che si esprime come crisi ecologica. Il secondo è la violenza contro le persone, che si esprime come povertà, privazione e sfollamento. IL terzo è la violenza della guerra e della conflittualità in quanto i ricchi si protendono a risorse situate in altre comunità e paesi per i propri appetiti illimitati.

1.Françoise Duroux Tre ghinee o più, in Il paradigma perturbante della differenza sessuale, Milano, Mimesis, pp.198-99

Ida La Porta, Emi Monteneri, Agata Schiera: Senza sparare un colpo: le efficaci trame e relazioni di pace nella pratica politica di Vandana Shiva p.67 
nel testo: Corpi e parole di donne per la pace (a cura di Mariella Pasinati) Navarra, Pa, 2024

Commenti

  1. Anonimo12/07/2025

    Un sogno: Il Consiglio Europeo, all'unanimità, chiede a Putin l'immediato cessate il fuoco, il ripristino dei confini a prima dell'invasione del 24 Febbraio del 2022, l'apertura di un tavolo europeo per la pace e la creazione di una zona "cuscinetto" autonoma nel Donbass garantita da una forza di pace ONU (militare e con corpi civili non armati). Il Consiglio Europeo invita Mosca a riconoscere i valori dei Diritti Umani e Civili per una progressiva riappacificazione ed eliminazione delle sanzioni. Auspica la possibilità che un giorno non lontano la Russia possa entrare a far parte della comunità europea stessa per una pace duratura tra tutti i popoli europei.
    In caso di rifiuto di tale proposta il Consiglio Europeo metterà in atto tutte le azioni a disposizione per rendere disponibili i miliardi di capitali russi, congelati nelle casse europee, per la costruzione di una strategia di difesa popolare nonviolenta dell'Ucraina e dell'Europa".
    Putin teme il sequestro definitivo di quei capitali tanto da aver dichiarato di considerarlo "un atto di guerra". Esiste un movimento per la pace europeo che possa fare questa proposta? I socialisti? I Verdi? Non sarebbe un modo per l'Europa stessa di assumere una centralità politica ampiamente in declino? Anzi oggi decisamente sotto attacco? Lo so, è un sogno. Ma qualcuno mi spiega perché non viene preso nemmeno in considerazione?

    Un saluto
    Pietro Del Zanna

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  2. Gentile Pietro, grazie di cuore per avere condiviso il suo sogno, che condividiamo...

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