Giuliana Martirani (meridionalista, già docente universitaria di geografia politica ed economica e di politica dell’ambiente, componente del direttivo dell’International Peace Research Association (Ipra), membro di Pax Christi e del MIR, collaboratrice anche di numerose esperienze pacifiste, ecologiste, della solidarietà, nonviolente) ha attualizzato il passo di Isaia 52, 7-15 così:
(Valga come auspicio per il 2026, in un mondo martoriato dalla violenza, in cui chi ha in mano le leve del potere (politico e, purtroppo, militare) non manda segnali di speranza)
7 Come sono belli i furgoni dei pacifisti
che portano buone notizie a chi è in guerra e che annunziano la pace,
che annunziano la salvezza da questa insensatezza e follia
che è ogni guerra, nessuna esclusa, perché ogni guerra è ingiusta
ed è un peccato mortale
contro il singolo uomo ucciso e contro la specie umana.
8 Le sentite? Le guardie di confine, loro per prime insieme gridano di gioia,
poiché finalmente, anche loro,
costretti e militarmente coscritti nell’assurdità dei confini e delle guerre,
attraverso voi, la vostra presenza
e il vostro vero aiuto, non quello mortalmente armato,
ma quello disarmato del materiale sanitario, di alimenti e generatori…
vedranno con i loro occhi il ritorno del Signore
e la speranza concreta della sua pace.
9 Gridate di gioia, ballate, finalmente ridete e scherzate,
rovine di Ucraina,
perché il Signore consola voi,
perché oggi nel dolore, siete il popolo da lui più amato,
ed è pronto a pagare il riscatto del vostro sequestro, con il suo braccio disarmato.
10 Il Signore alza il suo braccio
con il segno chiaro di Stop The War Now
davanti a Nato e Russia,
davanti a cattolici, protestanti e ortodossi, tutti cristiani,
gli uni contro gli altri armati.
E tutti i confini della terra vedranno, ricorderanno e capiranno
qual è veramente la pace e la salvezza del nostro Dio.
11 Fuori, fuori, pacifisti nella Carovana di pace in Ucraina
uscite dalle vostre comode case
e dai vostri paesi asserragliati in una pace ipocrita
perché esportata in altri e molti luoghi!
Non toccate niente d’impuro:
non esportate armi, carri armati, tecnologie di guerra,
missili, droni e strumenti di morte.
Così come avevate sancito con la legge 185 del 1990 sul controllo
dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento
e che avete, invece, in deroga, rinnegato con il decreto legge 185 del 2022
per prorogare l’autorizzazione alla loro vendita in Ucraina.
Non ascoltate la propaganda della guerra nei dibattiti televisivi e nei telegiornali
perché quelle informazioni vengono attraverso
le 10 grandi agenzie mondiali dell’informazione e le 7 sorelle del web,
che accompagnano le rivali parti in guerra ognuna di loro, da sole o in alleanza,
come braccio di propaganda alle loro azioni,
affinché popoli inermi accettino in consenso o silenzio,
le nascoste nefandezze dei grandi governanti,
dettate invece da soldi e ideologie.
Dite sempre e solo la pace,
come avevate sancito con la Dichiarazione universale dei diritti umani
e tutti i patti politici economici e sociali
per renderla, quella Dichiarazione, vera e operante.
Uscite dai vostri paesi, coi vostri furgoni di pace,
con il segno chiaro di Stop The War Now, davanti a Nato e Russia,
voi che avete il nome, l’eredità, la cultura di cristiani,
cioè Fratelli tutti di Cristo, di cui portate tutti lo stesso nome.
Purificate voi, in carovana di pace e con il segno chiaro di Stop War Now
davanti a Nato e Russia,
il nome dei vostri “fratelli” cristiani, cattolici protestanti e ortodossi,
con la guerra diventati tutti Caino davanti a Dio.
12 Voi non dovrete mostrare che avete fretta e paura
né andarvene come uno che ha timore e che fugge,
perché sia chiaro a tutti che il Signore e con voi,
è l’Emanuele che apre e chiude la vostra carovana di pace
con il segno chiaro di Stop The War Now.
13 Ecco, voi siete, oggi, i veri servi del Signore
e la vostra impresa, oggi come ieri a Sarajevo,
avrà successo, sarà onorata, esaltata e molto innalzata.
14 Come molti si sentirono straziati dai morti e dalle macerie viste alla TV
tanto erano sfigurati per essere d’uomo i loro corpi
e diversa la loro forma da quella dei figli dell’uomo,
15 così, dopo, si meraviglieranno molte genti:
i politici, i trafficanti di guerra e i mercanti d’armi, dell’una e l’altra parte,
davanti alla vera pace dovranno chiudere la bocca,
poiché vedranno un fatto, l’annuncio della pace,
finora ad essi raccontato male o come guerra giusta e Dio-armato,
e comprenderanno ciò che ancora non avevano capito:
che siamo tutti figli e figlie di Dio e del suo progetto di vita sul pianeta Terra,
che dobbiamo restare umani, anzi divini
perché Sorelle e Fratelli tutti.
Giuliana Martirani in La coscienza dice no alla guerra (a cura di Enzo Sanfilippo e di Annibale Raineri)
Centro Gandhi edizioni, Pisa, 2025 pp.113-116
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