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La guerra: opzione impossibile per un cristiano

      “Lasciate, basta così!”  (Lc 22,51)       "La guerra non è, non può essere, un’opzione possibile nell’orizzonte di senso del cristiano. Il cristiano non può costruire armi: ogni proiettile, ogni missile o razzo o drone o bomba o mina costruita con sapienza ingegneristica sempre più sofisticata non può essere l’occupazione di un cristiano. Perché ogni proiettile entrerà nel corpo di un altro uomo, perché ogni missile, bomba, razzo, mina, drone esploderà distruggendo vite, seminando visceri umani, mutilando arti, distruggendo case, cose, alberi, animali, sogni, progetti, storie; distruggendo e uccidendo l’umanità intera.      Perché ogni vita che concluderà la sua esistenza per ogni arma costruita, sarà una vita finita per sempre, che non esisterà più: “Quando un uomo è morto è morto per sempre” (Enzo Bianchi). Perché ogni vita offesa e mutilata da una sola mina, da una sola bomba, è una vita che continuerà ad esistere ma mortificata...

10,100,100 Piazze di donne per la Pace: domani 21 giugno a Roma

     "Sarà Piazza del Campidoglio a ospitare domani, 21 giugno alle ore 12, la manifestazione nazionale promossa dalla rete “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace”, un appuntamento che porterà nella capitale donne provenienti da tutta Italia unite da un obiettivo comune: dire no alla guerra, al riarmo e all’espansione dell’economia bellica. L’iniziativa nasce da un percorso avviato nella primavera del 2025, quando gruppi di donne di diverse città hanno dato vita a uno spazio politico autonomo e condiviso. Un’esperienza che si è costruita nel tempo attorno a una visione critica della guerra, interpretata non solo come evento contingente ma come dispositivo strutturale di potere, e al rifiuto della crescente militarizzazione della società.

    Nel corso di questi mesi, la mobilitazione si è progressivamente radicata nei territori. Dalla prima giornata nazionale del giugno 2025 alla diffusione della Carta dell’impegno per un mondo disarmato, fino alla recente iniziativa “Tessere la pace – custodire il futuro”, che lo scorso 28 marzo ha coinvolto contemporaneamente 160 piazze italiane, il movimento ha consolidato una rete diffusa basata su relazioni, partecipazione e pratiche di impegno civile.

La manifestazione di domani rappresenta un nuovo passaggio di questo percorso. L’obiettivo è duplice: da un lato denunciare l’aumento delle spese militari e l’espansione dell’economia di guerra, dall’altro rendere visibile una proposta politica alternativa, fondata sulla cura, sulla giustizia sociale e ambientale e sulla responsabilità verso le generazioni future. “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace” richiama infatti l’attenzione su quella che definisce una crescente normalizzazione della violenza come linguaggio politico, in un contesto internazionale segnato da conflitti diffusi e da un rafforzamento delle politiche di riarmo anche in Europa. A sostegno della mobilitazione è stato lanciato un appello pubblico, che ha già raccolto numerose adesioni dal mondo della cultura, dell’arte, dell’informazione e dell’impegno civile". (da La Repubblica, qui)





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