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Mirare alla coscienza per dire NO alla guerra

  Il nonviolento da cosa si riconosce?  Perché è amabile e mite? Perché dice sempre si, si?  No, eh!. Dalla sua pazienza, dalla sua imperturbabile calma?  No, perché non basta per essere nonviolenti di non essere violenti.  E’ nonviolento chi mira alla coscienza.   Lanza Del Vasto, in “Lezioni di vita”     "Pensiamo che la spinta alla militarizzazione si accompagna sempre a forme di militarizzazione delle coscienze. Fortemente promossa da poteri economici e politici, la sua presenza nello spazio pubblico – che copre il persistente desiderio di pace nella coscienza diffusa delle persone, in particolare dall’avvio della guerra in Ucraina – ha interrogato la Comunità dell'Arca italiana. Ci siamo chiesti: «Come rendere visibile il desiderio di pace così presente, ancora, nelle coscienze tra tanti nostri concittadini, come mostrare quanto ancora il desiderio di guerra sia minoritario, sebbene nello “spazio pubblico” sembri unanime?» Da questa domanda è...

10,100,100 Piazze di donne per la Pace: domani 21 giugno a Roma

     "Sarà Piazza del Campidoglio a ospitare domani, 21 giugno alle ore 12, la manifestazione nazionale promossa dalla rete “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace”, un appuntamento che porterà nella capitale donne provenienti da tutta Italia unite da un obiettivo comune: dire no alla guerra, al riarmo e all’espansione dell’economia bellica. L’iniziativa nasce da un percorso avviato nella primavera del 2025, quando gruppi di donne di diverse città hanno dato vita a uno spazio politico autonomo e condiviso. Un’esperienza che si è costruita nel tempo attorno a una visione critica della guerra, interpretata non solo come evento contingente ma come dispositivo strutturale di potere, e al rifiuto della crescente militarizzazione della società.

    Nel corso di questi mesi, la mobilitazione si è progressivamente radicata nei territori. Dalla prima giornata nazionale del giugno 2025 alla diffusione della Carta dell’impegno per un mondo disarmato, fino alla recente iniziativa “Tessere la pace – custodire il futuro”, che lo scorso 28 marzo ha coinvolto contemporaneamente 160 piazze italiane, il movimento ha consolidato una rete diffusa basata su relazioni, partecipazione e pratiche di impegno civile.

La manifestazione di domani rappresenta un nuovo passaggio di questo percorso. L’obiettivo è duplice: da un lato denunciare l’aumento delle spese militari e l’espansione dell’economia di guerra, dall’altro rendere visibile una proposta politica alternativa, fondata sulla cura, sulla giustizia sociale e ambientale e sulla responsabilità verso le generazioni future. “10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace” richiama infatti l’attenzione su quella che definisce una crescente normalizzazione della violenza come linguaggio politico, in un contesto internazionale segnato da conflitti diffusi e da un rafforzamento delle politiche di riarmo anche in Europa. A sostegno della mobilitazione è stato lanciato un appello pubblico, che ha già raccolto numerose adesioni dal mondo della cultura, dell’arte, dell’informazione e dell’impegno civile". (da La Repubblica, qui)





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