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La guerra di Luigi, racconto di Italo Calvino

( qui la prima parte del racconto)     "(…) Gli altri persero la pazienza.  Qualcuno gli spiegò di tante ragioni e di come era fatta la guerra e che uno non poteva andare a cercarsi il nemico che voleva. Luigi alzò le spalle. – Se è così – disse – io non ci sto. - Ci sei e ci stai – gridarono quelli.  – Avanti-march, un-duè, un-duè! – E lo mandarono a fare la guerra. Luigi non era contento. Ammazzava dei nemici, così, per vedere se gli capitava di ammazzare anche Alberto o qualche suo parente. Gli davano una medaglia ogni nemico che ammazzava, ma lui non era contento. – Se non ammazzo Alberto – pensava – ho ammazzato tanta gente per niente. – E ne aveva rimorso.  Intanto gli davano medaglie su medaglie, di tutti i metalli. Luigi pensava: - Ammazza oggi ammazza domani, i nemici diminuiranno e verrà pure la volta di quel farabutto. Ma i nemici si arresero prima che Luigi avesse trovato Alberto. Gli venne il rimorso di avere ammazzato tanta gente per niente, e si...

Alexander, il volto della Russia che dice no alla guerra

Alexander Belik
     "L’altra Russia che si rifiuta di imbracciare le armi c’è. Ed ha il volto del 25enne Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che lo scorso 28 marzo è fuggito in Estonia per via della sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin, ma il governo locale a cui ha chiesto protezione continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico. Belik è intervenuto a Roma durante una conferenza stampa promossa dal Movimento nonviolento e dall’associazione Un ponte per
                                                                       (da qui)









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