Passa ai contenuti principali

In primo piano

Fuori la violenza e la guerra dalla Storia: presidio delle donne a Palermo il 24 settembre

DEMOCRAZIA o DOMINIO?  Contro la guerra, il patriarcato e la politica della forza. "Possiamo fare di più e meglio contro la violenza cieca, disumana di una politica che, crollato il diritto internazionale, usa esclusivamente la forza, seminando morte e distruzione, mettendo a rischio perfino la sopravvivenza sul pianeta?  Ci sono guerre in tutto il mondo, ma ce n'è una, non dichiarata e non riconosciuta come tale, a bassa intensità, che gli uomini mettono in atto contro le donne per imporre, mantenere il loro controllo sui corpi e sulle vite femminili. Le modalità, più o meno brutali, differiscono in base alla storia, alla cultura, al sistema politico dei singoli Stati.  Sono attualmente gravissime in AFGHANISTAN. Il ritorno nel 2021 del regime dei Talebani, con il beneplacito degli Stati Uniti e di tutto l'occidente, ha di fatto significato la morte civile, sociale e perfino fisica delle donne, costrette a pesanti e umilianti proibizioni e a subire violenze di ogni tipo....

Alexander, il volto della Russia che dice no alla guerra

Alexander Belik
     "L’altra Russia che si rifiuta di imbracciare le armi c’è. Ed ha il volto del 25enne Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che lo scorso 28 marzo è fuggito in Estonia per via della sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin, ma il governo locale a cui ha chiesto protezione continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico. Belik è intervenuto a Roma durante una conferenza stampa promossa dal Movimento nonviolento e dall’associazione Un ponte per
                                                                       (da qui)









Commenti