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O la guerra o la resa? Perchè questa volta Vito Mancuso non mi ha convinto...

            Chi di noi nutre grande stima per la preparazione intellettuale e soprattutto per il coraggio anticonformista di Vito Mancuso si aspetta da lui  interventi di alto livello in ogni campo.   Ma è un errore un po’ infantile. Ognuno ha le sue competenze, le sue intuizioni anticipatrici, ma anche i suoi limiti. Aristotele è stato un genio, ma non è stato mai sfiorato dal sospetto che non si fosse liberi o schiavi per natura. Kant è stato un genio, ma non è stato mai sfiorato dal sospetto che le donne non siano geneticamente inferiori ai maschi. Anch’io, nonostante – anzi, proprio a causa del – mio affetto personale nei confronti di Vito Mancuso, sono rimasto dispiaciuto per l’ennesimo suo intervento sul tema della guerra (cf. Perché serve anche la forza per salvare la pace , “La Stampa” del 22.7.2026): ma, a ben riflettere, ci sarebbe stato da stupirsi se avesse scritto diversamente. Infatti, se non mi è sfuggita qualche pagina dei suo...

Alexander, il volto della Russia che dice no alla guerra

Alexander Belik
     "L’altra Russia che si rifiuta di imbracciare le armi c’è. Ed ha il volto del 25enne Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che lo scorso 28 marzo è fuggito in Estonia per via della sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin, ma il governo locale a cui ha chiesto protezione continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico. Belik è intervenuto a Roma durante una conferenza stampa promossa dal Movimento nonviolento e dall’associazione Un ponte per
                                                                       (da qui)









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