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Giornalismo di pace: la cartina di tornasole...

         "Una cartina di tornasole per distinguere il giornalismo di guerra e il giornalismo di pace può consistere nella risposta che si tirano dietro domande come le seguenti: ciò che si chiede agli attori del conflitto favorisce lo scontro o l’incontro tra di loro? Il resoconto ha suscitato, in chi legge, odio nei confronti di qualcuno, persona o popolo che sia, oppure ha creato comprensione dei punti di vista di entrambe le parti e avvicinamento ad esse? Il report mostra in ogni caso due parti in opposizione nella loro interezza, dunque la loro polarizzazione ufficiale, incarnata dai rispettivi Governi, oppure una pluralità di posizioni all’interno della società civile? Il resoconto fa dipendere la costruzione della pace dall’intervento armato? A che tipo di pace sta facendo implicitamente riferimento? (…) La scelta dei fatti raccontati e il modo di raccontarli suggeriscono pensieri e pratiche di pace o violente? Il valore sottinteso a diverse di queste doma...

Alexander, il volto della Russia che dice no alla guerra

Alexander Belik
     "L’altra Russia che si rifiuta di imbracciare le armi c’è. Ed ha il volto del 25enne Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che lo scorso 28 marzo è fuggito in Estonia per via della sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin, ma il governo locale a cui ha chiesto protezione continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico. Belik è intervenuto a Roma durante una conferenza stampa promossa dal Movimento nonviolento e dall’associazione Un ponte per
                                                                       (da qui)









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