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Mirare alla coscienza per dire NO alla guerra

  Il nonviolento da cosa si riconosce?  Perché è amabile e mite? Perché dice sempre si, si?  No, eh!. Dalla sua pazienza, dalla sua imperturbabile calma?  No, perché non basta per essere nonviolenti di non essere violenti.  E’ nonviolento chi mira alla coscienza.   Lanza Del Vasto, in “Lezioni di vita”     "Pensiamo che la spinta alla militarizzazione si accompagna sempre a forme di militarizzazione delle coscienze. Fortemente promossa da poteri economici e politici, la sua presenza nello spazio pubblico – che copre il persistente desiderio di pace nella coscienza diffusa delle persone, in particolare dall’avvio della guerra in Ucraina – ha interrogato la Comunità dell'Arca italiana. Ci siamo chiesti: «Come rendere visibile il desiderio di pace così presente, ancora, nelle coscienze tra tanti nostri concittadini, come mostrare quanto ancora il desiderio di guerra sia minoritario, sebbene nello “spazio pubblico” sembri unanime?» Da questa domanda è...

Alexander, il volto della Russia che dice no alla guerra

Alexander Belik
     "L’altra Russia che si rifiuta di imbracciare le armi c’è. Ed ha il volto del 25enne Alexander Belik, coordinatore del Movimento degli obiettori di coscienza russi, che lo scorso 28 marzo è fuggito in Estonia per via della sua opposizione politica e antimilitarista al regime di Putin, ma il governo locale a cui ha chiesto protezione continua a ritardare il suo riconoscimento come rifugiato politico. Belik è intervenuto a Roma durante una conferenza stampa promossa dal Movimento nonviolento e dall’associazione Un ponte per. 
                                                                       (da qui)









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