Riflessioni di chi non vuole arrendersi all'abisso...
Grazie a Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, per queste illuminate riflessioni...
"Chi ha la mia età dagli inquilini della Casa Bianca si aspetta di tutto: i più abominevoli atti di gangsterismo, di terrorismo, di stragismo e fin di genocidio (a cominciare da quello degli abitanti originari del loro stesso paese) il governo degli Stati Uniti d'America li hanno già ripetutamente commessi, peraltro senza subire mai per questo sanzione alcuna.
Poi, certo, c'è un'altra America che amiamo, quella che ci fecero conoscere Pavese e Vittorini e Fernanda Pivano; quella di Thoreau e di Melville, di Lincoln e di Withman, di Martin Luther King e di Malcolm X, di Joan Baez e Bob Dylan, di Susan Sontag e Angela Davis, e d'innumerevoli altri fratelli e sorelle; ed anche quella dei giovani in divisa che vennero in Europa per liberarci dal fascismo e dai campi di sterminio che del fascismo sono il fine, il nucleo e il cratere.
Quest'ultimo atto di pirateria imperiale degli artigli statunitensi in Venezuela si aggiunge all'invasione dell'Ucraina da parte del regime autocratico e mafioso russo e alla distruzione di Gaza da parte dell'azione congiunta dei nazisti di Hamas e del governo fascista di Israele.
E proprio mentre l'umanità civile è impegnata a cercare di fermare la guerra nel cuore d'Europa e a trovare una soluzione istituzionale che consenta finalmente ai due popoli oggi insediati in Palestina di vivere insieme in democrazia (in un solo stato democratico o in due stati indipendenti, democratici e cooperanti - ed io personalmente credo che la soluzione dei due stati sia la sola attualmente possibile; sebbene anch'essa tutt'altro che facile da realizzare, presupponendo necessariamente lo smantellamento di tutte le colonie illegali israeliane in Cisgiordania, oppure l'accettazione sincera e senza riserve da parte dei coloni di divenire a tutti gli effetti cittadini palestinesi) questo colpo di mano, e di testa, del governo dell'impolitico e dispotico Trump aggrava tutto ed apre la via a nuove criminali follie da parte di chicchessia, poiché una volta che si fa strame del diritto internazionale da parte di uno, due, tre governi, ogni governo ed ogni potere di fatto si sente autorizzato ed anzi incentivato a fare altrettanto: e l'umanità precipita nella barbarie.
Una barbarie in cui vi sono le armi atomiche, e sull'età' atomica - che è il nostro presente - Guenther Anders ha scritto parole memorabili che ogni aspirante governante dovrebbe essere obbligato a imparare a memoria prima di accedere ai pubblici uffici.
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Detto tutto questo, sono disperato? No.
Penso che possiamo e dobbiamo continuare a lottare per la pace disarmata e disarmante; per il diritto, la liberazione e la cooperazione dei popoli; per il bene comune dell'umanità; per i diritti umani di tutti gli esseri umani, per la giustizia, la libertà, la misericordia. E penso che abbiamo uno strumento di lotta (ovvero un insieme di metodi e risorse) in grado di sconfiggere ogni concrezione di violenza e di barbarie: la nonviolenza.
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Provo ad enunciare in quattro tesi ciò che mi sembra evidente.
1. Prolificità del crimine
Ogni crimine ne genera altri.
É possibile interromperne la catena? Io credo di sì.
2. Quasi un sommario di storia dell'umanità in compendio
L'umanità avrebbe cessato di esistere da un bel pezzo se di contro alla follia distruttiva di potenti insensati e scellerati non si ergesse invincibile il bene realizzato dagli innumerevoli esseri umani che quotidianamente incessantemente operano per salvare le vite, per riparare alle devastazioni, per costruire le condizioni della comprensione, della solidarietà, della convivenza.
Questo impegno di pace e di solidarietà, questa costante e molecolare azione nonviolenta, è la civiltà umana stessa.
3. Fenomenologia degli adoratori del nulla
Adorano il nulla coloro che a nulla intendono ridurre l'altro da sè. E poiché ognuno è sempre anche altro a se' stesso, in ultima analisi i rapaci e voraci adoratori del nulla intendono annientare anche sè stessi e quindi il mondo intero. Chiamo fascismo questa adorazione del nulla, che si esercita attraverso la violenza che sempre e solo è onnidistruttiva. Sono quindi fascismo tutte le dittature e tutte le guerre. Ma vi è un limite intrinseco all'azione degli adoratori del nulla: nel loro impegno a distruggere tutto essi non possono che fallire, poiché annichilendo anche sè stessi si condannano infine alla catastrofe; e dopo ed oltre la loro catastrofe è ragionevole pensare che resterà sempre un resto di umanità in grado di riprendere il cammino dell'umanizzazione.
4. La nonviolenza è più forte
Per quante sofferenze la violenza degli adoratori del nulla possa infliggere all'umanità, sempre nell'umanità risorge la volontà di vivere e di convivere.
Per quanto disumanizzante la violenza degli adoratori del nulla possa essere, sempre nell'umanità risorge il riconoscimento dell'umanità di ogni essere umano.
Per quanto pervasiva e narcotica possa essere l'ideologia degli adoratori del nulla, sempre nel cuore di ogni essere umano risorge l'antica consapevolezza, la regola aurea affermata in tutte - tutte - le grandi tradizioni culturali umane, che enuncia il principio dell'agire condiviso da ogni persona senziente e pensante: "agisci nei confronti delle altre persone così come vorresti che le altre persone agissero verso di te".
La nonviolenza, ovvero la coscienza del diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignità e alla solidarietà, è più forte di ogni violenza.
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Opponiamoci quindi a tutte le guerre, a tutte le stragi, a tutte le uccisioni.
Difendiamo quindi il diritto di ogni essere umano alla vita, alla dignità, alla solidarietà.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Il disarmo è la legittima difesa dell'umanità intera.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite è il primo dovere.
Chi salva una vita salva il mondo.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi.
Tutte e tutti prendiamoci cura dell'esistenza di quest'unico mondo vivente, di cui tutte e tutti siamo parte e custodi.
Tutte e tutti prendiamoci cura dell'esistenza di quest'unico mondo vivente, unica casa comune dell'intera famiglia umana.
Con voce e con volto di donna la nonviolenza è in cammino, la nonviolenza è il cammino".
Peppe Sini, responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera"
di Viterbo
Viterbo, 4 gennaio 2026
Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt@gmail.com, crpviterbo@yahoo.it

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