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Guerra e pace nei media

    Gentilissimo Andrea ( 1) , quali sono i caratteri del “giornalismo di guerra” comuni a tutte le guerre?   Direi, in generale, quello del pensare per polarità: Buoni vs. Cattivi, Bene vs. Male… che, naturalmente, identifica ogni volta il primo membro dell’opposizione con il “Noi” o “I nostri” o, insomma, coloro con cui noi ci schieriamo; e il secondo con l’“altro”.   Su questo schema si innesta tutta la narrazione del conflitto armato che è di carattere puramente propagandistico: gli elementi della propaganda, rintracciati da sir Arthur Ponsonby (Falsehood in War Time: Containing an Assortment of Lies Circulated Throughout the Nations During the Great War) già nel 1928, dopo la Prima guerra mondiale, e da me richiamati nel volume – e, se posso permettermi, dal sottoscritto stesso (La logica della guerra nella Greci antica. Contenuti, forme, contraddizioni, 2024) – sono tutti presenti nella maggior parte dei media contemporanei, almeno dal febbraio 2022 a...

Partire per la Pace...

I compagni dell'Arca in Italia (tra loro Tito, Nella, Enzo e Maria)
«Partire soldato», «partire per le armi».
Oggi non si parte più, frasi del secolo scorso.
Con uno zaino in spalla o una valigia in mano, lui partiva, lasciava la sua città e le sua famiglia.
Andava a compiere il sacro dovere della difesa della patria.
«Partire militare».
Uno snodo della vita di cui tante mamme avrebbero volentieri fatto a meno.

Le nostre nonne soffrirono più di tutte.
Perché ai loro tempi il giovane partiva
per fare la guerra, per dare il suo sangue alla sua terra
come cantava De Andrè.
La nonna Teresa non avendo più notizie del figlio Ignazio,
ad un'ora del giorno, prendeva la sua foto
e, seduta lì davanti, piangeva.
Il mondo è cambiato, non ve ne accorgete?
A partire non sono due ragazzi, ma un uomo e una donna maturi.
Com'è ingiusto fare la guerra!
Com'è ancor più ingiusto farla fare ai figli di madre.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Lui non parte soldato, ma ugualmente parte.
Lei, la donna, non resta a casa a piangere, ma parte con lui.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non «partono soldati», ma ugualmente partono.
Non partono «per le armi», ma senza armi.
Non partono per fare la guerra, anche se vanno in un paese in guerra.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non partono per il sacro dovere di difendere una patria,
Ma per il sacro dovere di difendere ogni uomo e ogni donna.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non partono per fare la guerra, ma per fare la pace.
Buon viaggio Tito e Nella.
Siate oggi voi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

(Questa la 'preghiera' di accompagnamento composta da Enzo Sanfilippo. - responsabile con la moglie Maria Albanese della Comunità dell'Arca italiana - in occasione del saluto ai compagni dell'Arca Tito e Nella che, il 29 marzo prossimo, partiranno per l'Ucraina con la Carovana di Stop the war now)

Le tre finestre - Casa della Comunità dell'Arca (Belpasso - CT)


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