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Manifestare in modo nonviolento? Ecco come...

      (Andrea Cozzo, docente universitario palermitano, è autore di volumi su diversi aspetti della pratica nonviolenta, oltre che membro attivo del Movimento nonviolento. Risponde qui ad alcune domande di Giordano Cavallari sulla nonviolenza nelle manifestazioni di piazza.) Caro Andrea, tu frequenti le manifestazioni promosse da movimenti pacifisti contro le varie guerre. Cosa vi succede di solito, e cos’è che fa scattare i noti – e contraddittori per i nonviolenti – fatti di violenza? Voglio testimoniare innanzi tutto che, per lo più, le manifestazioni sono del tutto pacifiche e costituiscono un momento in cui autenticamente affiora il desiderio di esprimere, facendo comunità, una posizione critica nei confronti di decisioni governative nazionali o internazionali; costituiscono una legittima e, anzi encomiabile, forma di partecipazione della gente “comune” alla vita politica. Purtroppo, spesso i media non le considerano notiziabili, contribuendo, in tal modo, a far sce...

Partire per la Pace...

I compagni dell'Arca in Italia (tra loro Tito, Nella, Enzo e Maria)
«Partire soldato», «partire per le armi».
Oggi non si parte più, frasi del secolo scorso.
Con uno zaino in spalla o una valigia in mano, lui partiva, lasciava la sua città e le sua famiglia.
Andava a compiere il sacro dovere della difesa della patria.
«Partire militare».
Uno snodo della vita di cui tante mamme avrebbero volentieri fatto a meno.

Le nostre nonne soffrirono più di tutte.
Perché ai loro tempi il giovane partiva
per fare la guerra, per dare il suo sangue alla sua terra
come cantava De Andrè.
La nonna Teresa non avendo più notizie del figlio Ignazio,
ad un'ora del giorno, prendeva la sua foto
e, seduta lì davanti, piangeva.
Il mondo è cambiato, non ve ne accorgete?
A partire non sono due ragazzi, ma un uomo e una donna maturi.
Com'è ingiusto fare la guerra!
Com'è ancor più ingiusto farla fare ai figli di madre.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Lui non parte soldato, ma ugualmente parte.
Lei, la donna, non resta a casa a piangere, ma parte con lui.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non «partono soldati», ma ugualmente partono.
Non partono «per le armi», ma senza armi.
Non partono per fare la guerra, anche se vanno in un paese in guerra.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non partono per il sacro dovere di difendere una patria,
Ma per il sacro dovere di difendere ogni uomo e ogni donna.
Il mondo è cambiato non ve ne accorgete?
Non partono per fare la guerra, ma per fare la pace.
Buon viaggio Tito e Nella.
Siate oggi voi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

(Questa la 'preghiera' di accompagnamento composta da Enzo Sanfilippo. - responsabile con la moglie Maria Albanese della Comunità dell'Arca italiana - in occasione del saluto ai compagni dell'Arca Tito e Nella che, il 29 marzo prossimo, partiranno per l'Ucraina con la Carovana di Stop the war now)

Le tre finestre - Casa della Comunità dell'Arca (Belpasso - CT)


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