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C'è un dopo, alla guerra? A Palermo il 24 agosto Presidio Donne per la Pace

"(...) Come si torna dalla guerra senza lasciare che la guerra continui a ordinare il mondo? Come si ricostruisce una casa senza distruggere quella dell’altro? Come si interrompe la catena per cui ogni violenza pretende di vendicare quella precedente?       Il femminismo ha messo in discussione un ordine millenario fondato sulla gerarchia, sul padre, sul comando, ma la presenza delle donne nei luoghi del potere non basta, se il modello del potere rimane lo stesso. La questione non è sostituire donne agli uomini nella conduzione della guerra. È cambiare la politica.        Simone Weil, rileggendo l’Iliade negli anni della Seconda Guerra Mondiale, aveva visto nella forza qualcosa che va oltre la vittoria e la sconfitta. La forza trasforma chi la subisce, ma non lascia intatto neppure chi la esercita: «Essa pietrifica diversamente, ma ugualmente, le anime di quelli che la subiscono e di quelli che la usano.»       È forse qui che l’antico r...

La Corte Suprema Ucraina discute l'obiezione di coscienza

 Il Movimento Nonviolento, nell’ambito della Campagna di Obiezione alla guerra, ha dato mandato all’avvocato Nicola Canestrini di intervenire presso la Corte Suprema ucraina a Kyiv chiamata a discutere i ricorsi di due obiettori di coscienza, Andrii Vyshnevetsky e Vitaly Alekseenko, nelle udienze fissate nei giorni 22 e 25 maggio 2023.

          L’avvocato Canestrini ha presentato una memoria “amicus curiae” in qualità di esperto internazionale dei diritti umani, sottoscritta insieme allo svizzero Derek Brett (EBCO – ufficio europeo obiezione di coscienza) e al greco Foivos Iatrellis (Amnesty International).
        “Chiediamo alla Corte Suprema – si legge nel documento – di tenere conto di questo nostro parere per motivi di interesse pubblico internazionale in materia di diritti umani, stato di diritto e democrazia, per garantire un processo equo, ai sensi della Costituzione dell’Ucraina, del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.
  Il ricorso prosegue sostenendo che:
– l’Ucraina ha l’obbligo legale di garantire il diritto umano all’obiezione di coscienza al servizio militare (anche ai sensi della legge marziale in vigore);
– L’obiezione di coscienza come diritto individuale deve essere tutelata indipendentemente dall’appartenenza dell’individuo a organizzazioni religiose;
– Agli obiettori di coscienza arruolati forzatamente deve essere consentito di lasciare le forze armate.
Infine i tre firmatari concludono così: “Consigliamo alla Corte Suprema di ordinare al Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyi di riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza e di determinare la procedura per il congedo dal servizio militare per chi vuole esercitare il diritto all’obiezione di coscienza che solleva questioni fondamentali sui diritti umani e sul diritto costituzionale; quindi nell’interesse pubblico e per sostenere lo stato di diritto invitiamo la Corte a tenere conto di questo nostro “amicus curiae”.
L’avvocato Nicola Canestrini, a nome del Movimento Nonviolento, ha dichiarato congiuntamente con EBCO e Amnesty, che “i firmatari perseguono esclusivamente l’interesse pubblico della società civile internazionale e della comunità dei difensori dei diritti umani nel sostenere i diritti umani al giusto processo, alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione e l’intera portata dei relativi diritti interdipendenti, compresi i diritti umani all’obiezione di coscienza al servizio militare. Crediamo che la democrazia sia inseparabile dallo stato di diritto che richiede il pieno rispetto dei diritti umani”.
  
Movimento Nonviolento (da qui)

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