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Se vuoi la pace, costruisci la pace, anche con una firma

          "Il problema non è il generale Vannacci, ma le 150.000 firme raccolte in poche settimane per la legge di iniziativa popolare sulla cosiddetta "remigrazione", ossia sulla deportazione.         Il problema siamo anche noi che, invece, siamo ancora lontani delle 50.000 necessarie per la legge di iniziativa popolare per la Difesa civile non armate e nonviolenta, ossia su un'altra idea di sicurezza.        Nonostante abbiano firmato personalità come Mauro Biani e Gad Lerner, Alessandro Bergonzoni e Ascanio Celestini, Donatella Di Cesare e Cecilia Strada, Nico Piro e Carlo Rovelli, Federico Faloppa e Giulia Innocenzi, Luigi Ciotti e Marco Damilano, non siamo ancora riusciti a farne una grande mobilitazione per raggiungere entro metà settembre l'obiettivo della Campagna Un'altra Difesa è possibile.        E' necessario dunque un impegno straordinario di tutti e tutte per costruire dal basso politiche...

Fuori la guerra dalla Storia

      Le evoluzioni recenti dimostrano, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che la guerra è un mezzo sanguinario e assolutamente 'inutile' per risolvere in modo giusto i conflitti internazionali: nel conflitto ucraino-russo sono morti pare circa 1.000.000 tra soldati russi e soldati (e civili) ucraini: perché? per chi? L'esito di una guerra non dà ragione a chi ha ragione (e poi spesso non è possibile separare con l'accetta torti e ragioni) ma a chi ha più armi di distruzione.
Quindi, grazie al Presidio delle donne che, il 24 febbraio scorso, come il 24 di ogni mese da tre anni, ha manifestato a Palermo davanti al teatro Politeama per dire alla città: Fuori la guerra dalla Storia.
     Con vari interventi e con i cartelloni allestiti, sono stati ricordati i terribili fronti di guerra oggi esistenti nel nostro martoriato pianeta.
      













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