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C'è un silenzio che pesa più delle armi...

     "C’è un modo antico e collaudato di neutralizzare un’idea scomoda senza contrastarla, criticarla o definirla sbagliata: basta non parlarne. È ciò che sta accadendo alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, che dopo il deposito in Cassazione punta a presentare al Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il Dipartimento della difesa civile, non armata e nonviolenta. Non è l’iniziativa di qualche idealista sognatore.       Al contrario, la promuovono e coordinano a partire da una lunga e continuativa esperienza tre grandi reti della società civile italiana: la Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, la Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci. Organismi che poggiano sul lavoro di centinaia di associazioni, centri studi e sindacati, con grande competenza e radicamento territoriale in tutta Italia. Da mesi queste realtà hanno coperto tanti luoghi del Paese con eventi, incontri, banchetti, iniziative pubbliche, ...

Difesa civile non armata e nonviolenta, una proposta di civiltà

       "Mentre il 24 aprile il Milex, l’Osservatorio sulle spese militari italiane, ci informava che in tre anni il governo Meloni ha avviato 78 nuovi programmi di riarmo per un costo di 38 miliardi di euro, il 25 aprile la Campagna Un’altra difesa è possibile ha portato stand informativi nei luoghi della memoria, della Resistenza, della Costituzione, da Casa Cervi a Monte Sole, per promuovere la Difesa civile, non armata e nonviolenta. Non si inaugurava solo la Click week, la settimana di iniziative diffuse per invitare a firmare proposta di legge di iniziativa popolare, ma si ribadiva e si rendeva concreto un principio di continuità: la Liberazione oggi si chiama disarmo, la Resistenza si chiama nonviolenza.

    "L’elemento identitario primario del fascismo, le cui squadracce nacquero sul mito della “vittoria mutilata” nella prima guerra mondiale, è stato il militarismo, per questo il ripudio costituzionale della guerra è il principio fondante dell’antifascismo repubblicano. La Costituzione non si limita ad una invocazione di generico pacifismo, ma ripone il “mezzo” e lo “strumento” della guerra tra i ferri vecchi della storia dopo Hiroshima e Nagasaki, promuovendo così la preparazione di mezzi e strumenti nuovi e pacifici – come indicato dalla Carta delle Nazioni Unite evocate nel secondo comma dell’Articolo 11 – per la “risoluzione delle controversie internazionali”. La Costituzione, nata dalla lotta di liberazione dal fascismo e dalla guerra, esprime un progetto di civiltà disarmata e nonviolenta dentro al quale si inserisce e va letta – come ha indicato la Corte Costituzionale – anche la “difesa della patria” prevista nell’Articolo 52.

      Nell’Ottantesimo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente, la Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta vuole dunque dare attuazione al progetto costituzionale, sempre più contraddetto dalla continua lievitazione delle spese militari e dalla partecipazione alle guerre: la nonviolenza non significa non difesa o inazione, ma difesa con mezzi alternativi alle armi. Lo spiegava già Aldo Capitini, fondatore del Movimento Nonviolento: “Perché intendere la difesa soltanto con le armi, come distruzione dei nemici? Il metodo nonviolento è in grado di organizzare, nei più minuti particolari, una resistenza nonviolenta, sulla base della non collaborazione e del rendere molto difficile l’azione bellica dei nemici, che finisce con essere una difesa ancora più risoluta e tenace di quella militare” (Difesa e violenza, Azione nonviolenta, giu-lug 1968).

(continua qui), sito del Movimento nonviolento

Pasquale Pugliese

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