Fuori la guerra dalla Storia: salviamo il pianeta e l'umanità
IL VOLTO INVISIBILE DEL RIARMO
La crisi climatica non è più una minaccia lontana: è il nostro presente. Eppure c'è una fonte di emissioni di cui si parla pochissimo: quella prodotta dalle guerre e dalla corsa al riarmo.
Ogni bombardamento libera nell'atmosfera enormi quantità di gas serra, incendia foreste, contamina acque e suoli, distrugge ecosistemi e lascia macerie la cui ricostruzione richiederà ancora energia, cemento, acciaio e nuove emissioni.
Studi coordinati dall'Initiative on Greenhouse Gas Accounting of War e pubblicati anche sulla rivista One Earth hanno iniziato a misurare il costo invisibile dei conflitti ancora in corso:
I numeri:
311 milioni di tonnellate di CO₂ equiv. – Ucraina.
33 milioni di tonnellate di CO₂ equiv.– Gaza.
5 milioni di tonnellate di CO₂ equiv. – Iran (prime due settimane).
Le guerre non sono soltanto una catastrofe umanitaria: sono anche una gigantesca fonte di emissioni che alterano il clima. Eppure le attività militari restano in gran parte escluse dalla contabilità internazionale del clima. Mentre a cittadine e cittadini si chiedono sacrifici per ridurre le emissioni, i governi investono somme sempre maggiori nella produzione di armi. Non possiamo affrontare la crisi climatica alimentando le guerre che la aggravano.
Rachel Carson lo aveva intuito già nel 1962: «L'essere umano fa parte della natura e la sua guerra contro la natura è inevitabilmente una guerra contro se stesso.»
Nel 2004, ricevendo il Premio Nobel per la Pace, Wangari Maathai ricordava: «Riconoscere che sviluppo sostenibile, democrazia e pace sono indivisibili è un'idea il cui tempo è arrivato.»
Se pace, democrazia e sviluppo sostenibile sono davvero inseparabili, allora anche la lotta contro il riarmo riguarda il futuro della Terra. È questa la convinzione che ha animato il 21 GIUGNO, a ROMA, la manifestazione nazionale TESSERE LA PACE, promossa da 10, 100, 1000 Piazze di Donne per la Pace. SENZA DISARMO non c'è FUTURO!
Non c'è futuro per il pianeta dentro un'economia di guerra. Anche quando tacciono le armi, la Terra continua a portarne le ferite. Disarmare significa proteggere la vita, oggi e domani.
Saremo ancora una volta in piazza a ricordarlo.
Venerdì 24 luglio dalle 18 alle 20 Presidio Donne per la Pace in piazza Massimo, a Palermo
UDIPALERMO - Le Rose Bianche - Donne CGIL Palermo - Coordinamento Donne ANPI - Emily –
Governo di Lei - CIF - Le Onde - Arcilesbica - Donne della Comunità dell'Arca - Donne del Movimento
nonviolento - Donne del Circolo Laudato si

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