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Fuori la guerra dalla Storia: salviamo il pianeta e l'umanità

IL VOLTO INVISIBILE DEL RIARMO  La crisi climatica non è più una minaccia lontana: è il nostro presente. Eppure c'è una fonte di emissioni di cui si parla pochissimo: quella prodotta dalle guerre e dalla corsa al riarmo.  Ogni bombardamento libera nell'atmosfera enormi quantità di gas serra, incendia foreste, contamina acque e suoli, distrugge ecosistemi e lascia macerie la cui ricostruzione richiederà ancora energia, cemento, acciaio e nuove emissioni.  Studi coordinati dall' Initiative on Greenhouse Gas Accounting of War e pubblicati anche sulla rivista One Earth hanno iniziato a misurare il costo invisibile dei conflitti ancora in corso:  I numeri: 311 milioni di tonnellate di CO₂ equiv. – Ucraina.  33 milioni di tonnellate di CO₂ equiv.– Gaza.  5 milioni di tonnellate di CO₂ equiv. – Iran (prime due settimane).  Le guerre non sono soltanto una catastrofe umanitaria: sono anche una gigantesca fonte di emissioni che alterano il clima. Eppure le att...

Sei stato un soffio vitale, costruttore di pace. Ciao Vik

(Vittorio Arrigoni è stato assassinato, nella sua amata Palestina, nella notte tra il 14  e il 15 aprile 2011: questo il ricordo accorato di sua madre, Vittoria Beretta Arrigoni)

"Sulla sepoltura di Vittorio, nel nostro cimitero, c’è una rosa, lasciata da mano sconosciuta. Accanto, il vaso azzurro con il disegno di Handala, dono di una scolaresca, che ho riempito di fiori campestri, e due parole: “with love -Mum“.

L’amore di una mamma non conosce date e ricorrenze. Sono quindici anni, ma è come fosse oggi. Il figlio perduto è sempre qui, nel cuore.

     Si affastellano i ricordi, ma più ancora il rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato. Rimpianto per la vita che non hai vissuto, Vittorio, bella, tribolata, chissà, comunque vita. Ricordo il sogno che mi confidasti. Aprire una piccola libreria, un angolo con due poltrone, sorseggiando tè alla menta fra animate discussioni e appassionati confronti. Venditore di libri e di sogni.

A chi chiede «cosa avrebbe detto, cosa avrebbe fatto Vittorio, ora», l’unica risposta è, guardate alla sua vita e lo saprete.

Davanti alla barbarie e ai barbari di oggi, sempre più feroci, non sarebbe rimasto silente. La sua voce si sarebbe levata ancora più potente e, come durante Piombo Fuso, avrebbe gridato al cielo l’indignazione e agli ignavi di unirsi a lui per reclamare giustizia, pace e libertà per Gaza e tutto il popolo di Palestina. «Sono più meravigliato di chi fa finta di non vedere, di non sentire la sofferenza che c’è a poca distanza da loro, della loro meraviglia di me che lascio tutto per venire a soffrire con i palestinesi».

Sì, gli ignavi e i cattivi maestri sono ancora presenti fra di noi, ma c’è anche una generazione nuova che non tace, che anima le piazze, che al tuo grido «Restiamo Umani», Vittorio, non rimane indifferente. La conosco. La incontro nelle scuole quando mi chiamano a raccontarti. Divento fiume di parole. Mostro i tuoi video e sento, palpabile, la compartecipazione, il desiderio di cercare e riuscire a trovare, come te, la via giusta per divenire segni di speranza e mi emozionano i grazie sussurrati.

La riconosco questa generazione nuova in quei giovani per i quali sei maestro di vita e, sulle tue orme, hanno compiuto anche scelte difficili per testimoniare che la pace è possibile se si cerca e si pratica la giustizia.

Come il giovane che mi ascoltò, liceale, e ora è medico di Emergency, lo studente che, laureatosi, ha insegnato un anno in Senegal o il Vigile del Fuoco di Napoli che ha fatto dell’aiuto ai migranti nelle isole greche la sua Palestina.

Essi hanno concretizzato ciò che scrivevi da Gaza: «La pace non è un’utopia. Basta crederci, fermamente impegnarsi, contro ogni intimidazione, timore, sconforto, semplicemente restando umani».

Nella mia ormai lunga vita ho incontrato, come tutti, gioie e dolori. E mi è stato ucciso un figlio. Che è diventato un seme che ha dato frutti rigogliosi. Se c’è cosa che attutisce il dolore è questo, così come il sentire intimamente e con assoluta certezza che in tutti questi anni di assenza materiale, il tuo spirito non ci abbia mai abbandonato, sia stato per noi soffio vitale, propiziatore e generatore di speranza, autentico costruttore di pace.

Questa sera, uscirò sul balcone e, alzando gli occhi al cielo, ti cercherò fra le stelle in un mutuo silenzioso scambio di abbracci e affettuosi pensieri, così, come sempre, fra il sorriso e il pianto.

Ciao Vik.                                                                  (da qui) 

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